Quali standard minimi sono richiesti per definire una stanza abitabile

Quali standard minimi sono richiesti per definire una stanza abitabile

Quali standard minimi sono richiesti per definire una stanza abitabile in termini di altezza, illuminazione e ventilazione? Te lo spiego nell’articolo.

Gli standard minimi sono stabiliti per garantire sicurezza, salubrità e comfort agli occupanti. Ecco quali sono i requisiti principali che rendono un locale abitabile:

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Altezza minima

Nei locali principali come soggiorni, camere da letto e cucine l’altezza minima netta (Intesa cioè dal pavimento calpestabile al soffitto) deve essere almeno 2,70 metri. Nei locali accessori  come bagni, corridoi, disimpegni e ripostigli l’altezza minima può scendere a 2,40 metri. Sono quindi previsti anche abbassamenti del soffitto (controsoffittature).

In alcuni comuni montani sopra i 1000 metri sul livello del mare, l’altezza minima può essere ridotta a 2,55 metri per i locali abitabili principali, mantenendo 2,40 metri per gli accessori.

Illuminazione

Deve essere naturale e sufficiente a garantire visibilità e benessere. Il rapporto aero illuminante, cioè il rapporto tra la superficie finestrata apribile e la superficie calpestabile del locale, non deve essere inferiore al 1/8 (rapporto di uno su otto). Ad esempio se il locale è di otto metri la finestra deve essere di uno. Oppure, se una stanza ha 16 mq di superficie calpestabile, deve avere almeno 2 mq di finestre apribili. L’illuminazione naturale deve consentire un’adeguata aerazione e luce giornaliera.

Ventilazione

Deve essere assicurata una ventilazione naturale attraverso aperture apribili verso l’esterno. Il rapporto aero illuminante (stessa misura sopra) garantisce anche il ricambio dell’aria sufficiente per la salubrità del locale. Nei casi in cui la ventilazione naturale risulti insufficiente, si può integrare con impianti meccanici di ventilazione forzata (le ventole che, ad esempio, sono posizionate all’interno dei bagni ciechi).

Per sintetizzare

  • Altezza minima: 2,70 m per locali abitabili principali, 2,40 m per accessori (bagni, corridoi);
  • illuminazione naturale: rapporto minima finestra-superficie 1:8;
  • ventilazione naturale: obbligo di aperture apribili verso l’esterno con rapporto minimo di aerazione/illuminazione pari a 1/8.

Questi standard sono previsti dal Decreto Ministeriale 5 luglio 1975 e dai regolamenti edilizi locali e assicurano condizioni abitabili sicure e confortevoli in ogni ambiente dell’immobile.

Leggi anche qual è la superficie abitabile di un immobile.

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