
Il flipping immobiliare è una strategia che prevede l’acquisto di un immobile a costo contenuto e la sua valorizzazione attraverso ristrutturazioni per poi rivenderlo rapidamente e generare profitto.
Sebbene chiunque possa cimentarsi nel flipping immobiliare, per fare questa attività è bene avere delle competenze di mercato, saper calcolare costi sia di gestione che di ristrutturazione, per evitare di spendere più di quanto poi si riuscirà ad incassare, anche in base alle fluttuazioni del mercato.
Come funziona il flipping immobiliare
Come prima cosa deve essere individuato l’immobile. Ovviamente si cercano quegli immobili in condizioni di degrado, anche in quartieri e zone che si prevede possano essere oggetto di miglioramenti grazie al piano regolatore, quindi che potrebbero avere una forte domanda, e che sono proposti a prezzi contenuti.
Successivamente bisogna fare una valutazione accurata per stimare il costo dei lavori di ristrutturazione e rapportarli a quanto, secondo le nostre stime, potremmo rivendere l’immobile. Spesso queste operazioni di flipping immobiliare si fanno con l’aiuto di investitori o di finanziamenti.
Una volta sistemato l’immobile viene rimesso in vendita a un prezzo superiore generando profitto. Ricordiamoci che bisogna tener conto di tutte le spese sostenute per acquisto/miglioramento/vendita. Devono essere conteggiate le provvigioni delle agenzie, quelle per i notai ed eventualmente geometra e altri professionisti.
Fattori chiave per il successo
Bisogna avere una vasta conoscenza del mercato e comprendere le dinamiche del mercato locale (dove si acquista e si vende l’immobile, essere in grado di gestire i costi di ristrutturazione (se si sbagliano i calcoli si perde il profitto e si lavora per niente) e anche di eseguire tutte le ristrutturazioni in tempi brevi per massimizzare il guadagno.
Rischi del flipping
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