
Quando si acquista un appartamento in condominio, prima o poi ci si imbatte in un documento chiamato tabella millesimale.
Può capitare di leggere che un’abitazione possiede 75 millesimi, mentre un altro appartamento dello stesso edificio ne ha 120. Ma che cosa significano questi numeri? E perché sono così importanti?
I millesimi condominiali servono a rappresentare il valore proporzionale di ogni unità immobiliare rispetto all’intero edificio. Sono utilizzati principalmente per ripartire determinate spese condominiali e per calcolare le maggioranze necessarie durante le assemblee.
Conoscere i propri millesimi significa comprendere meglio sia le spese da sostenere sia il peso del proprio voto nelle decisioni condominiali.
Vediamo come funzionano, come vengono calcolati e in quali circostanze possono essere modificati.
Che cosa sono i millesimi condominiali?
I millesimi condominiali rappresentano il valore proporzionale di ciascuna unità immobiliare rispetto al valore complessivo delle proprietà che compongono il condominio.
Per convenzione, il valore complessivo dell’edificio viene suddiviso in 1.000 parti. A ciascuna unità viene attribuito un determinato numero di millesimi.
Per esempio, se un appartamento possiede 100 millesimi, rappresenta il 10% del valore complessivo considerato nella tabella generale. Un appartamento con 50 millesimi rappresenta invece il 5%.
Questo valore non indica necessariamente la superficie dell’appartamento e non corrisponde al suo prezzo di mercato. Si tratta di un valore proporzionale determinato secondo criteri tecnici.
La disciplina di riferimento è contenuta nell’articolo 68 delle disposizioni di attuazione del Codice civile.
A cosa servono i millesimi condominiali?
I millesimi svolgono principalmente due funzioni.
1. Ripartire le spese del condominio
Le spese relative alla conservazione e al godimento delle parti comuni vengono generalmente distribuite tra i proprietari in proporzione al valore delle rispettive unità immobiliari, salvo diverse disposizioni o convenzioni applicabili. Il principio generale è stabilito dall’articolo 1123 del Codice civile.
Per esempio, se un condominio deve sostenere una spesa generale di 10.000 euro e un appartamento possiede 80 millesimi, la sua quota sarà ordinariamente pari a 800 euro.
Occorre però distinguere le spese generali da quelle soggette a criteri particolari, come alcune spese relative a scale, ascensori o impianti.
2. Determinare le maggioranze in assemblea
I millesimi contribuiscono anche a stabilire se un’assemblea condominiale è regolarmente costituita e se una determinata deliberazione raggiunge le maggioranze richieste. Il sistema non si basa esclusivamente sul numero delle persone presenti.
L’articolo 1136 del Codice civile prevede infatti maggioranze che tengono conto sia del numero dei condomini sia del valore dell’edificio rappresentato.
Un proprietario con 150 millesimi rappresenta quindi una quota di valore maggiore rispetto a un proprietario con 50 millesimi. Questo non significa però che il primo disponga di tre voti: nel calcolo delle maggioranze devono essere rispettati entrambi i requisiti previsti dalla legge.
Come si calcolano i millesimi condominiali?
Il calcolo dei millesimi è un’operazione tecnica che richiede la valutazione delle caratteristiche delle diverse unità immobiliari. Generalmente viene effettuato da un professionista abilitato, come un geometra, architetto o ingegnere competente.
La superficie rappresenta uno degli elementi principali, ma non è l’unico. Per determinare il valore proporzionale di un appartamento si considerano anche altre caratteristiche.
Quali fattori influiscono sul calcolo?
Superficie dell’unità immobiliare
Un appartamento più grande possiede generalmente un valore proporzionale superiore a quello di un appartamento più piccolo, a parità delle altre caratteristiche.
Destinazione degli ambienti
Le superfici vengono valutate considerando la loro funzione. Ambienti abitativi, cantine, balconi e altri locali possono essere trattati diversamente secondo i criteri tecnici adottati.
Piano dell’appartamento
La posizione all’interno dell’edificio può incidere sulla valutazione attraverso specifici coefficienti.
Esposizione e luminosità
L’orientamento delle finestre e la disponibilità di luce naturale possono influire sul valore tecnico attribuito agli ambienti.
Affaccio e caratteristiche distributive
Possono essere considerati anche l’affaccio, la distribuzione degli spazi e altre caratteristiche permanenti dell’unità.
Non esiste un’unica tabella di coefficienti obbligatori per tutti i condomini italiani. La scelta dei criteri deve essere tecnicamente motivata e coerente con il metodo di calcolo utilizzato.
Come si calcolano i millesimi: un esempio pratico
Per comprendere il procedimento, immaginiamo un piccolo condominio composto da cinque appartamenti. Supponiamo che un tecnico abbia già determinato, considerando superfici e coefficienti correttivi, i seguenti valori convenzionali.

La formula generale è:
Millesimi = (valore convenzionale dell’unità / somma dei valori convenzionali) × 1.000
Prendiamo l’appartamento B, con valore convenzionale 100. Il calcolo sarà: 100 / 500 × 1.000 = 200 millesimi
L’appartamento B rappresenta quindi il 20% del valore complessivo delle unità considerate.
Questo è un esempio semplificato, utile per comprendere il meccanismo matematico. Nella realtà, il calcolo preliminare dei valori convenzionali può richiedere rilievi, misurazioni e l’applicazione di più coefficienti tecnici.
Per avere un calcolo approssimativo utilizza il calcolatore qui sotto.
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Calcolo indicativo per spese ripartite secondo i millesimi di proprietà. Alcune spese, come scale, ascensori e riscaldamento, seguono criteri differenti.
Cosa sono le tabelle millesimali?
Le tabelle millesimali sono i prospetti nei quali vengono riportati i valori proporzionali delle unità immobiliari. La tabella generale di proprietà esprime la quota di ciascuna unità rispetto all’edificio.
Accanto a questa possono esistere tabelle specifiche per ripartire determinate spese o per gestire servizi che non interessano tutti i proprietari nello stesso modo. Non tutte le spese condominiali devono necessariamente essere ripartite utilizzando la stessa tabella.
Quali sono le principali tabelle condominiali?

Questi prospetti non sono identici in tutti gli edifici. La loro presenza e struttura dipendono dalle caratteristiche del condominio, dagli impianti e dai criteri di ripartizione applicabili.
Come si calcolano le spese condominiali in base ai millesimi?
Per le spese da ripartire attraverso la tabella generale, il procedimento è relativamente semplice. È sufficiente moltiplicare l’importo complessivo della spesa per i millesimi dell’unità immobiliare e dividere il risultato per 1.000.
Formula:
Quota individuale = (spesa complessiva × millesimi dell’appartamento) / 1.000
Immaginiamo che il condominio debba sostenere 6.000 euro di spese generali.
Un proprietario con 85 millesimi dovrà contribuire, secondo questo criterio, per:
6.000 × 85 / 1.000 = 510 euro
Il calcolo deve essere effettuato utilizzando la tabella pertinente e tenendo conto delle eventuali regole particolari.
Tutte le spese si dividono in base ai millesimi di proprietà?
No. Questa è una distinzione fondamentale. L’articolo 1123 del Codice civile prevede il criterio proporzionale al valore della proprietà come regola generale, salvo diversa convenzione. Lo stesso articolo stabilisce anche criteri differenti per i beni che servono i condomini in misura diversa o soltanto una parte dell’edificio.
Un esempio tipico riguarda scale e ascensori.
Come si dividono le spese dell’ascensore?
L’articolo 1124 del Codice civile stabilisce, per la manutenzione e la sostituzione degli ascensori, una ripartizione tra i proprietari delle unità a cui servono:
- Per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari.
- Per l’altra metà in proporzione all’altezza di ciascun piano dal suolo.
Per questo motivo, a parità di altre condizioni, un proprietario situato a un piano elevato può contribuire in misura differente rispetto a uno collocato al piano terra.
La ripartizione concreta dipende dalla struttura dell’edificio, dalle unità servite e dalle disposizioni applicabili.
E il riscaldamento centralizzato?
Le spese relative a un impianto di riscaldamento centralizzato sono soggette anche alla disciplina specifica in materia di contabilizzazione e ripartizione dei consumi.
Non è quindi corretto presumere che siano sempre divise esclusivamente in proporzione ai millesimi generali. È necessario verificare il criterio adottato in conformità alle norme applicabili.
Un appartamento più grande ha sempre più millesimi?
Non necessariamente. La superficie ha un’importanza rilevante, ma due appartamenti della stessa metratura possono avere valori millesimali differenti. Immaginiamo due unità entrambe di 100 metri quadrati.
La prima si trova a un piano basso e presenta una determinata esposizione, mentre la seconda dispone di caratteristiche distributive e di affaccio differenti.
A seconda del metodo tecnico utilizzato, le due unità possono ricevere coefficienti differenti. Di conseguenza, anche il loro valore proporzionale può risultare diverso. È importante però ricordare che i millesimi non sono una valutazione immobiliare destinata a stabilire il prezzo di vendita della casa.
Chi stabilisce i millesimi di un condominio?
Le tabelle vengono normalmente predisposte attraverso un elaborato tecnico che determina il valore proporzionale delle diverse proprietà. Il professionista incaricato effettua le valutazioni necessarie e prepara i prospetti.
Le tabelle devono poi essere adottate secondo le regole giuridiche applicabili. La disciplina varia in funzione della natura delle tabelle e dell’eventuale presenza di convenzioni che deroghino ai criteri legali.
Non tutte le tabelle richiedono necessariamente l’unanimità dei proprietari per la loro approvazione. Quando sorgono controversie, può essere necessario ricorrere agli strumenti previsti dall’ordinamento.
Quando è possibile modificare le tabelle millesimali?
Le tabelle non sono necessariamente immutabili. L’articolo 69 delle disposizioni di attuazione del Codice civile disciplina le ipotesi di rettifica e modifica dei valori proporzionali. Le tabelle possono essere modificate all’unanimità.
Inoltre, la legge consente la rettifica o la modifica con la maggioranza prevista dall’articolo 1136, secondo comma, in due situazioni specifiche.
Quando le tabelle contengono un errore
Se i valori attribuiti alle unità immobiliari derivano da un errore, può essere possibile chiederne la correzione. Per esempio, potrebbe emergere che una superficie sia stata rilevata in maniera inesatta oppure che siano stati applicati dati errati. L’esistenza dell’errore deve essere verificata e documentata.
Quando cambiano significativamente le caratteristiche dell’edificio
La legge considera anche le modifiche dell’edificio che comportano variazioni rilevanti dei valori proporzionali. Possono rientrare, secondo le circostanze, interventi come sopraelevazioni, incrementi di superficie o modifiche del numero delle unità immobiliari.
La revisione a maggioranza è ammessa, in queste ipotesi, quando la variazione altera per più di un quinto il valore proporzionale anche di una sola unità. Un quinto corrisponde al 20%.
Non è quindi sufficiente una qualsiasi piccola modifica dell’appartamento per pretendere automaticamente il ricalcolo delle tabelle. Quando la revisione deriva dalle trasformazioni indicate dalla legge, il relativo costo è sostenuto da chi ha dato luogo alla variazione.
Se ristrutturo casa cambiano i millesimi?
Non automaticamente. L’articolo 68 delle disposizioni di attuazione stabilisce che, nella determinazione dei valori proporzionali, non si tiene conto dei miglioramenti e dello stato di manutenzione delle singole unità immobiliari. Sostituire i pavimenti, installare una cucina nuova o rinnovare il bagno non determina quindi, di per sé, un aumento dei millesimi.
La situazione può essere differente quando gli interventi modificano aspetti rilevanti dell’immobile, come la consistenza o la superficie, nei casi previsti dalla legge.
Per questo motivo occorre distinguere una normale ristrutturazione interna da una trasformazione che incida sui parametri utilizzati per determinare il valore proporzionale.
I millesimi cambiano quando si vende un appartamento?
No, non per il semplice fatto che l’immobile viene venduto. I millesimi sono riferiti al valore proporzionale dell’unità immobiliare rispetto all’edificio, non all’identità del proprietario.
Se un appartamento passa da un proprietario a un altro, la quota millesimale rimane normalmente invariata. Allo stesso modo, un aumento del prezzo di mercato dell’abitazione non comporta automaticamente un aumento dei millesimi.
Dove si trovano i millesimi di un appartamento?
Generalmente i millesimi risultano dalle tabelle condominiali disponibili presso l’amministratore. Quando previste, tali tabelle sono allegate al regolamento condominiale.
Prima di acquistare un appartamento è opportuno chiedere al venditore o all’amministratore, attraverso i canali appropriati, di poter consultare la documentazione pertinente. È utile verificare sia la tabella generale sia quelle specifiche utilizzate per la ripartizione delle spese.
Perché controllarli prima di comprare casa?
Conoscere i millesimi aiuta a comprendere meglio il peso delle spese comuni, tuttavia, per valutare correttamente il costo di gestione dell’appartamento, non basta leggere il numero riportato nella tabella.
È importante esaminare anche i rendiconti condominiali, i preventivi, le spese straordinarie già deliberate e le eventuali situazioni debitorie pertinenti. Un appartamento con pochi millesimi potrebbe comunque comportare spese elevate se il condominio richiede lavori importanti o dispone di servizi costosi.

Domande frequenti sui millesimi condominiali
Quanto valgono 100 millesimi?
Corrispondono al 10% del valore complessivo dell’edificio rappresentato nella tabella generale. Per una spesa di 5.000 euro ripartita integralmente secondo quella tabella, la quota sarebbe di 500 euro.
I millesimi corrispondono ai metri quadrati?
No. La superficie viene utilizzata nella valutazione, ma il calcolo può comprendere anche coefficienti relativi ad altre caratteristiche dell’unità immobiliare.
Chi paga il ricalcolo delle tabelle millesimali?
Dipende dal motivo della revisione. Nel caso previsto dall’articolo 69 relativo alle trasformazioni che alterano il valore proporzionale oltre la soglia stabilita, il costo è a carico di chi ha determinato la variazione.
Posso chiedere la revisione dei miei millesimi?
Sì, quando sussistono i presupposti previsti dalla normativa. È opportuno documentare la richiesta e valutare la situazione con un tecnico o un professionista competente.
Se non utilizzo l’ascensore posso evitare di pagare?
Non necessariamente. Il semplice mancato utilizzo volontario non elimina automaticamente gli obblighi contributivi. Occorre applicare le regole relative al servizio, alle unità servite e agli eventuali titoli o accordi validi.
Chi abita al piano terra paga le stesse spese di chi vive all’ultimo piano?
Non sempre. Per determinate spese, come la manutenzione e la sostituzione di scale e ascensori, la legge prevede criteri che tengono conto anche dell’altezza del piano.
Se il mio appartamento viene ristrutturato aumenta il valore millesimale?
Non necessariamente. I semplici miglioramenti e lo stato di manutenzione non incidono, di per sé, sul calcolo. Trasformazioni edilizie rilevanti possono invece giustificare una verifica delle tabelle nei casi previsti dalla legge.
Perché è importante conoscere i propri millesimi
I millesimi condominiali rappresentano uno degli strumenti fondamentali per il funzionamento di un condominio.
Permettono di stabilire il valore proporzionale delle diverse proprietà, contribuiscono alla ripartizione delle spese e assumono rilievo nelle decisioni assembleari.
Il loro calcolo non dipende esclusivamente dai metri quadrati, ma da una valutazione tecnica delle unità immobiliari.
Conoscere i propri millesimi e comprendere le tabelle utilizzate nel condominio significa poter controllare meglio le spese e partecipare alle decisioni con maggiore consapevolezza.
Prima di acquistare un appartamento, consultare le tabelle millesimali e i documenti di gestione condominiale è un passaggio utile per conoscere non soltanto la casa, ma anche gli impegni economici che comporta.
Fonti normative per l’articolo
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articoli 1118, 1123, 1124 e 1136.
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Articolo 68 delle disposizioni di attuazione del Codice civile: valore proporzionale delle unità immobiliari.
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Articolo 69 delle disposizioni di attuazione del Codice civile: rettifica e modifica delle tabelle.
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Altroconsumo – Come si calcolano i millesimi condominiali: approfondimento divulgativo.
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Notai.it – Modifica delle tabelle millesimali: informazioni sulle revisioni.

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